Mercoledì 7 Maggio, al Supercinema, Sala 3, spettacolo delle 18.00, ho visto "The Hunting Party", film ispirato alla storia vera, narrata nel reportage di Scott Anderson "What I Did on My Summer Vacation", pubblicato sull'Esquire nell'Ottobre del 2000, della caccia al criminale di guerra del conflitto serbo-bosniaco, Radovan Karadzic, meglio conosciuto come "La Volpe". Il film è stato presentato in anteprima, nelle sezioni "Fuori Concorso" e "Mezzanotte" alla 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
L'aspetto che ho apprezzato di più di "The Hunting Party" è l'aver voluto tenere i riflettori ben accesi su una storia o comunque su un aspetto che merita di essere conosciuto (nel mio caso) o ricordato: quello della caccia ai terribili criminali della guerra serbo-bosniaca che ha delle grosse affinità con quella a Bin Laden. Tutti li cercano (almeno in teoria), nessuno li trova ma molti sanno dove possono essere trovati. E questo film vuole farcelo tenere bene in mente, così come ricordare il terrore e l'oscenità che La Volpe e gli altri criminali hanno lasciato volutamente dietro di loro. Ho un debole per film di questo stampo, mi piace conoscere queste storie, ma nonostante ciò ho trovato il film molto deludente. In primis a causa della sceneggiatura, delle scelte registiche e di un pessimo uso dell'ironia, per la maggior parte veramente fuori luogo.
La sceneggiatura direi che è semplice ma superficiale, e riempie la pellicola di insopportabili clichés, stereotipi e luoghi comuni, così come di dialoghi abbastanza insulsi e deludenti. La narrazione riesce sì a scorrere veloce e spedita, ma il film sembra una spy story abbastanza sciocca, almeno fatta eccezione di alcune scene (ovviamente, come in tutti i film, non tutto è da buttare).
Parlavo di ironia: l'ironia è dosata male e ce n'è fin troppa. Non ha senso tutta questa ironia, tutte le possibili risatine che ne possono venire fuori in una storia del genere. Ho apprezzato poco questo tipo di approccio.
In un film del genere gli attori passano tranquillamente in secondo piano, non hanno la massima importanza, ma a parte Richard Gere il cast è proprio sottotono e disimpegnato.
Dunque un film apprezzabile per la scelta della storia affrontata, per la scorrevolezza con cui riesce a parlarne, ma molto scialbo e superficiale.

di Richard Shepard
con Richard Gere, Terrence Howard, Diane Kruger e James Brolin
2007, 103', Usa-Croazia-Bosnia-Erzegovina, thriller-azione-drammatico
Trama:
Il reporter televisivo Simon Hunt (Richard Gere) e l'operatore Duck (Terrence Howard) hanno lavorato insieme nelle zone di guerra più calde del mondo. Insieme hanno scansato pallottole, trasmesso articoli importanti e vinto premi Emmy. Ma un giorno terribile, in un villaggio bosniaco, tutto cambia. Durante una trasmissione in diretta su un canale nazionale, Simon ha un crollo. Da quel momento in poi, Duck continua a fare carriera mentre Simon scompare. Dopo cinque anni, Duck torna a Sarajevo per seguire il quinto anniversario della fine della guerra, ad accompagnarlo c'é Benjamin (Jesse Eisenberg), producer alle prime armi; quando Simon gli riappare davanti, come un fantasma del passato, convince Duck di essere a conoscenza del nascondiglio della "Volpe" il criminale di guerra più ricercato di Bosnia. Potrebbe essere lo scoop della vita, così, Simon, Duck e Benjamin si avventurano in una missione oscura e pericolosa che li porterà nel cuore del territorio nemico...





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