Mercoledì 30 agosto ho visto con Lucia il film cult "Viale del tramonto" diretto magistralmente dal grande ed indimenticabile regista Billy Wilder ed interpretato superbamente dall'attrice protagonista Gloria Swanson.
Ciò che subito risalta di questa pellicola è la sua caratteristica di essere metacinema, il cinema cioè che riflette su sé stesso, sul suo essere cinema, sulle sue grandi capacità ma anche sui suoi grandi limiti.
E' dunque un'eterna, immortale ed appassionata dedica al mondo della settima arte che dopo ben 56 anni, poco più di mezzo secolo, risulta essere ancora attualissima.
La regia è magistrale e sapiente ed i dialoghi risultano molto brillanti. Gli attori, inoltre, in particolare la protagonista Gloria Swanson che a tratti fa compassione, a tratti è patetica e ancora orrificante, sono superbi e le loro interpretazioni splendide ed ottime.
Un film-melodramma che spazia tra tantissimi generi (commedia, horror, noir, fantastico e grottesco), dai toni grotteschi e patetici che risulta inquietante, delirante, cupo e surreale. Ma anche affascinante, pregevole, scioccante, allucinato, crudele e amaro.
di Billy Wilder
con William Holden, Gloria Swanson e Erich von Stroheim
1950, 110', Usa, drammatico
Trama:
Il film è la drammatica rappresentazione del lato tragico e disperato di Hollywood, dove una invecchiata diva del cinema muto vive isolata nel culto del passato ed in attesa di un ritorno sul set. Un vero classico del cinema.












