Giovedì 26 ottobre, ore 21.00, al circolo cinematografico Ordet della mia città, per la "Rassegna - I giovani e la storia", ho visto con Lucia, Irina, Claudia, Daniele, Serena, Isabella e tutti gli altri tesserati, il film "La rosa bianca - Sophie Scholl", ispirato agli ultimi giorni di vita di Sophie e Hans Scholl, giovanissimi fratelli tedeschi che facevano parte della "Weisse Rose", un gruppo di resistenza al nazismo di Adolf Hitler, e vincitore di due Orsi d'argento per la migliore regia e la migliore attrice protagonista alla 55esima edizione del Festival di Berlino, nonché nominato agli Oscar come miglior film straniero.
"La rosa bianca - Sophie Scholl" è un film di parole austero nella ricostruzione storica ma molto improntato sull'emotività dei personaggi. La regia di questo sincero e coraggioso film è volutamente statica, quasi impersonale, ma, allo stesso tempo, asciutta e compatta, ordinata e composta. Inoltre presenta uno stile secco e privo di retorica e sentimentalismo.
Questo film lucido e profondo è sorretto da un'ottima sceneggiatura così da farlo chiaramente apparire come una pellicola ben scritta. E come se non bastasse, è recitato ed interpretato magnificamente, benissimo. Tra tutti spiccano, in particolare, due attori: Julia Jentsch e Gerald Alexander Held.
La giovane Julia Jentsch, nei panni della protagonista Sophie Scholl, ci regala una prova superba: è calata nel ruolo, brava, determinata e molto convincente. La sua grande immedesimazione ci regala un'ottima performance: sicuramente il suo è un premio meritato (al contrario di quello per la regia che mi lascia qualche dubbio...).
Gerald Alexander Held, invece, intepreta Robert Mohr, l'ufficiale della Gestapo che si occupa di interrogare la giovane ragazza; anche lui riesce a regalarci un'ottima prova: sa essere freddo e cinico, ma forse, chissà, sa anche ricredersi. Di certo è molto convincente.
"La rosa bianca - Sophie Scholl" è di certo un film molto interessante ed importante che lascia il segno: anche perché sa essere coinvolgente, delicato, commovente, toccante ed emozionante.

di Marc Rothemund
2005, 117', Germania, drammatico
Trama:
Monaco, 1943. Mentre la guerra di Hitler devasta l’Europa, un gruppo di coraggiosi giovani universitari decide di ribellarsi al nazismo e alla sua disumana macchina da guerra. Nasce così la "Rosa Bianca", un movimento di resistenza al Terzo Reich. Sophie Scholl è l’unica donna che si unisce al gruppo; una ragazza come tante, che il tempo matura in una combattente audace ed impegnata. Il 18 febbraio 1943, Sophie ed il fratello Hans vengono scoperti ed arrestati mentre distribuiscono volantini all’università. Nei giorni a seguire, l’interrogatorio di Sophie da parte di Mohr, ufficiale della Gestapo, si trasforma in uno strenuo duello psicologico. La ragazza mente e nega, ricorre a strategie e provocazioni, sembra cedere e si riprende con rinnovata forza, arrivando quasi a disarmare il suo avversario. Le prove schiaccianti, la confessione, e l’ultimo disperato tentativo di proteggere il fratello ed i compagni della Rosa Bianca. Colpito dal suo straordinario coraggio, Mohr le offre una via d’uscita, ma ad un costo: tradire i suoi ideali. Sophie rifiuta l’offerta...