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lunedì, 31 marzo 2008

Mercoledì 19 Marzo, al Supercinema, Sala 2, spettacolo delle 17.30, ho visto "Rendition - Detenzione illegale", ultimo film, ispirato a fatti verosimili, diretto dal sudafricano regista premio Oscar (per il miglior film straniero, "Il mio nome è Tsotsi") Gavin Hood, presentato in anteprima nella sezione 'Première' alla seconda edizione di Cinema. Festa Internazionale di Roma.

Il tema portante del film è già citato nel titolo. Rendition, o extraordinary rendition infatti, è quel programma speciale (statunitense) istituito dai servizi segreti sotto la presidenza di Bill Clinton, che permette il rapimento di cittadini di origine straniera residenti negli Stati Uniti sospettati di essere potenziali terroristi, il loro trasferimento in carceri d'Oltreoceano e la possibilità di utilizzare la tortura per ottenere informazioni considerate importanti per la sicurezza nazionale. Un trattamento fino a poco tempo fa sconosciuto e nascosto, e che Gavin Hood contribuisce a rendere noto tramite la sua opera. Il suo è quindi un film di denuncia vestito come un thriller, anche spionistico, classico, così come un melodramma in cui scorrono parallele diverse storie legate tra loro. E l'essere però un pò troppo romanzato è il difetto più evidente di questo film che di certo è dignitoso ed apprezzabile, ma non esaltante e veamente convincente. Purtroppo a volte ci troviamo di fronte a luoghi comuni e a debolezze di sceneggiatura che lo rendono un pò fiacco e spento. Fiacchezza che si nota anche in alcune interpretazioni, vedi quella di Jake Gyllenhaal, abbastanza sottotono, e quella di Omar Metwally. Sicuramente in formissa però l'inarrivabile Meryl Streep e la giovane Reese Witherspoon (che non nascondo che mi piace molto).

Secondo me, comunque, la regia è abbastanza anonima: non è evidente un certo stile o una certa poetica se così la vogliamo chiamare. Sicuramente risalta di più il montaggio ad incastro anche se alcuni passaggi non sono chiarissimi.

Film efficace e quasi discreto che comunque affronta con dignità e sincerità, senza però schierarsi troppo, un tema scottante ed ormai sempre molto attuale della extraordinary rendition. Da vedere solo per questo.

di Gavin Hood

con Reese Witherspoon, Jake Gyllnehaal, Meryl Streep, Alan Arkin e Peter Sarsgaard

2007, 120', Usa-Sudafrica, thriller

Trama:

Un ingegnere egiziano, Anwar El-Ibrahimi, che vive ormai da tempo negli Stati Uniti, sparisce durante un volo dal Sudafrica verso Washington DC. La moglie, americana, preoccupata dell'accaduto si reca presso la capitale per cercare di scoprire cosa realmente è successo... L'uomo in realtà è stato portato in Egitto per essere interrogato dalla polizia segreta egiziana, in quanto sospettato di far parte di un gruppo terrorista...

postato da: 0Andromaca0 alle ore 18:01 | Link | commenti (2)
categoria:films visti
lunedì, 31 marzo 2008

E' nata da una relazione giovanile

Non c'è pace per Heath Ledger. Dopo la querelle con l'ex compagna Michelle Williams e la prematura scomparsa, avvenuta il 22 gennaio scorso, ecco arrivare la notizia dell'esistenza di una figlia segreta. La bimba, mai riconosciuta, sarebbe nata da una relazione di Ledger, allora 17enne, con una donna più grande, che si accorse della gravidanza a rapporto già concluso. Ed ora, la piccola potrebbe accampare diritti sull'eredità.

Finora non si era saputo nulla di questa misteriosa figlia, frutto di una passione segreta dell'attore australiano, bruciata ai tempi della scuola.

Heath, morto per un accidentale overdose di farmaci poco più di due mesi fa, si era infatti invaghito, quand'aveva circa 17 anni, di una ragazza più grande, che già viveva con un altro uomo. Un amore lampo, consumato in fretta, ma non senza traccia. Dopo la rottura, la 25enne, oggi sposata, si era accorta di essere incinta e decise di dare alla luce il bebè.

Haydn Ledger, zio dell'attore, ha rivelato che "c'è una possibilità molto reale che Heath sia il padre". Dalla famiglia, che finora ha voluto mantenere il totale riserbo sulla morte dell'attore, non trapelano altri dettagli. Se confermata, si tratterebbe di una notizia esplosiva, che avrebbe importanti conseguenze sulla spartizione dell'eredità del protagonista di "Brokeback Mountain".

Il testamento esistente, redatto prima della nascita della figlia "ufficiale" Matilda Rose, nata dalla tormentata relazione con la collega Michelle Williams, aveva creato una spaccatura tra  il padre di Heath e gli zii, che mettevano in guardia l'attrice dall'avidità dell'ex suocero. E ora la piccola Matilda rischia di dover dividere la sua fetta di eredità, una tenuta multi-milionaria, con la sorellina segreta.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 16:05 | Link | commenti (3)
categoria:heath ledger
sabato, 29 marzo 2008

Lei lo ascolta e fa un movimento

Johnny Depp ha risposto all'appello dei genitori di una 17enne in stato vegetativo da oltre cinque mesi e ha registrato un messaggio con la voce del suo celebre personaggio

Johnny Depp Los Angeles, 27 marzo 2008 - Johnny Depp si conferma un uomo particolarmente sensibile e dotato di grande umanità. Di recente infatti il 'pirata' ha prestato la sua voce per un caso delicato: una ragazza inglese ridotta in stato di coma da oltre cinque mesi.

L'attore ha registrato un messaggio, utilizzando il timbro di voce di un suo celebre personaggio: il capitano Jack Sparrow. Sophie Wilkinson, che ha solo 17 anni, si trova in sala rianimazione da quando, lo scorso anno, è stata vittima di un grave incidente automobilistico.

 A chiedere l'aiuto di Johnny sono stati i genitori della ragazza, che da sempre lo considera un idolo. La madre di Sophie ha ringraziato in lacrime l'attore, dal momento che, udendo le sue parole, sua figlia sembra aver fatto degli impercettibili movimenti. Visto il successo della sua impresa, l'attore ha promesso ai genitori di recarsi personalmente al General Hospital di Southampton, dove è ricoverata la ragazza.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 19:32 | Link | commenti (2)
categoria:johnny depp
sabato, 29 marzo 2008

L'assistente e trainer personale di Nicole Kidman è sulle prime pagine dei giornali per aver colpito a Santa Monica un paparazzo. Lo scontro, avvenuto giovedì, è stato così violento che il fotografo di Flynet.com è dovuto andare in ospedale per le cure e gli accertamenti medici. La lite è stata parzialmente ripresa con la telecamera. Il video, messo on line, mostra David Garris, l'assistente della Kidman, avvicinarsi alla macchina del paparazzo e aggredirlo dal finestrino. Le immagini si interrompono ma l'audio testimonierebbe che Garris ha continuato a insultare pesantemente il fotografo con urla e parolacce.
L'incidente sarebbe accaduto perché il fotografo stava cercando di scattare foto della Kidman incinta. La polizia sta ancora investigando sul fatto.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 19:24 | Link | commenti
categoria:nicole kidman
venerdì, 28 marzo 2008

Martedì 18 Marzo, al Politeama, Sala Verde, spettacolo delle 20.00, ho visto con Erica l'ultima pellicola diretta dal grande regista statunitense Sidney Lumet, "Onora il padre e la madre", presentata in anteprima alla seconda edizione di 'Cinema. Festa Internazionale di Roma' come 'Evento Speciale. Fuori Concorso'. Il film ha avuto una grossa rilevanza in numerosi festivals: ha ottenuto due nominations agli Spirit per la migliore sceneggiatura d'esordio e la migliore attrice non protagonista (Marisa Tomei), ha vinto il LAFCA per la migliore attrice non protagonista (Amy Ryan), è stato inserito dall'AFI tra i dieci film dell'anno, e ha vinto il Satellite per la migliore performance dell'intero cast in un film, ottenendo nominations anche per il miglior film drammatico, la regia e la sceneggiatura originale. In Italia è stato distribuito con il divieto ai minori di 14 anni.

Eccoci puntualmente all'angolo del titolo originale preso e violentato in italiano (direi che minimo uno alla settimana c'è sempre): infatti, cosa ci azzecca "Onora il padre e la madre" (quando nel film si fa benissimo tutto tranne che seguire questo ferreo precetto biblico) con il bellissimo "Before the Devil Knows You're Dead"? L'ultimo infatti viene pronunciato in Irlanda al momento del brindisi ed è una sorta di augurio dai diversi significati e sfaccettature: su tutti, che possa arrivare in Paradiso prima che il Diavolo scopri che sei morto e ti trovi, ma anche quello di dare una svolta alla propria vita.

"Onora il padre e la madre" (conservo il titolo italiano solo per praticità, vedi lunghezza) è allo stesso tempo un melodramma ed un thriller familiare. La famiglia interessata appartiene alla media borghesia ma risulta probabilmente la massima rappresentazione dei disvalori, che dalla (non) famiglia arrivano con estrema velocità alla società moderna e alla sua triste disgregazione. Ovviamente la stessa versione può benissimo essere letta in maniera opposta. Gli effetti distruttivi appartenenti alla società moderna si insinuano in uno dei valori e delle fondamenta più importanti ed imprescindibili di essa. Il nucleo familiare. E le immagini, le azioni e le riflessioni formano insieme un messaggio veramente forte ed agghiacciante. Angosciante sempre per la società in cui viviamo.

Per una riflessione di questo genere, abbiamo una solidissima regia che parte da una sceneggiatura di ferro a dir poco perfetta, un montaggio (forse il punto più forte del film) raffinato e con ordine ricco di tutto (flashback, flash-forwards, continuo cambio dei punti di vista) e delle grandissime interpretazioni. Su tutte quella di Philip Seymour Hoffman, il pezzo grosso del film, ma anche quella di Ethan Hawke da cui, a dir la verità, non mi aspettavo molto ma ho avuto tempo (non me lo ricordavo così in forma).

La storia è spietata e triste per quello che comporta, ma si rimane affascinati da questo film, dalla sua narrazione, dal modo di portarla avanti con grosso stile e classe. Il tutto che va a culminare in un finale forte, nerissimo, agghiacciante.

Film nudo e crudo, ma intenso e realizzato ottimamente.

di Sidney Lumet

con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Marisa Tomei, Albert Finney e Amy Ryan

2007, 120', Usa, crimine-drammatico-thriller

Trama:

Due fratelli, Andy e Hank, vivono serie difficoltà economiche. Il maggiore, Andy, escogita un piano: svaligiare la gioielleria dei loro genitori durante il turno di una anziana e indifesa signora. Ma quella che doveva essere una semplice operazione senza pistole né violenza va storta nel momento in cui Bobby, il ladruncolo ingaggiato per dare una mano nella rapina, cambia le carte in tavola...
postato da: 0Andromaca0 alle ore 23:29 | Link | commenti
categoria:films visti
venerdì, 28 marzo 2008

L'attore americano, celebre per le sue interpretazioni in western e noir degli anni '50, si è spento lunedì scorso a 93 anni.


E' morto Richard Widmark
L'attore Richard Widmark è morto lunedì scorso nella sua abitazione a Roxbury, nel Connecticut, in seguito ad una lunga malattia. L'annuncio è stato dato dalla moglie di Widmark, Susan Blanchard e da sua figlia Anne, nata dal matrimonio tra l'attore e la sua prima moglie, la sceneggiatrice Jean Hazlewood.

Nato nel Minnesota nel 1914, Widmark iniziò a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo partecipando ad alcune produzioni teatrali e radiofoniche, successivamente, nel 1947, esordì nel mondo del cinema con il film
Il bacio della morte, nel quale interpretò il ruolo di uno spietato assassino che gli valse una nomination all'Oscar per il miglior attore non protagonista. Da allora gli furono affidati sempre ruoli da villain, e la sua carriera proseguì con interpretazioni in noir come La strada senza nome, I quattro rivali, ma anche in western come Cielo giallo, L'ultima carovana e La battaglia di Alamo.

Agli inizi degli anni '70 fu protagonista di Madigan, una serie televisiva di successo ispirata ad un film da lui intepretato qualche anno prima, e fu premiato con un Emmy per la sua intepretazione nel film televisivo Vanished, diretto da Buzz Kulik. Tra le pellicole da lui interpretate tra gli anni '70 e '80, si ricordano
Assassinio sull'Orient Express, diretto da Sidney Lumet, Due vite in gioco e il thriller Coma profondo, diretto da Michael Crichton e ispirato ad un romanzo di Robin Cook.
Il suo ultimo film è stato il dramma I corridoi del potere, nel quale affiancava
John Cusack e James Spader.
postato da: 0Andromaca0 alle ore 22:37 | Link | commenti
categoria:saluti
venerdì, 28 marzo 2008

L'attore ha diretto la splendida Vanessa Paradis

Johnny Depp e Vanessa Paradis, dopo anni di convivenza e due figli all'attivo, hanno deciso di unire le loro strade professionali: la star hollywoodiana, infatti, ha diretto l'ultimo video-clip della compagna, nota cantante francese.

Mentre i rumours su una presunta liaison tra l'affascinante Jack Sparrow e la bella
Keira Knightley vanno scemando (sembrava che il rapporto tra Depp e la Paradis ne fosse uscito addirittura distrutto), l'interprete di "Edward Mani di Forbice" ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa per realizzare il video di "L'Incendie", brano tratto dall'album "Divine Idylle", uscito nel 2007 e che ha portato la Paradis in vetta alle classifiche in Francia e in Belgio. Non solo, la cantante, grazie a questo disco, è stata anche premiata ai "Vittorie De La Musique" come miglior artista pop e miglior interprete francese.

Nel video la splendida Vanessa canta in un teatro vuoto e attorno a lei si aggira l'ombra di un uomo misterioso. Pare che questa figura maschile rappresenti Johnny... anzi, si mormora sia proprio lui!

postato da: 0Andromaca0 alle ore 22:36 | Link | commenti
categoria:johnny depp
venerdì, 28 marzo 2008

No, non stiamo annunciando che il regista del prossimo Superman sarà Tim Burton, ma vogliamo mostrarvi i disegni concettuali che vennero realizzati per il suo Superman Lives del 1998, mai girato...

 

 

 

Fonte: bamkapov  


Proprio nei giorni in cui Bryan Singer annuncia di essere al lavoro sul sequel di Superman Returns, ovvero Superman: Man of Steel, riaffiorano in rete i disegni concettuali di quello che doveva essere il film che avrebbe rilanciato il franchise nel 1998: Superman Lives.superman lives

Si tratta di uno dei tanti progetti della Warner per far ripartire la serie, progetti per la quale negli anni spese milioni di dollari (si parla di una cinquantina in totale, tutti conteggiati nel budget finale di Superman Returns, motivo per cui raggiunse la cifra colossale di trecento milioni di dollari di spesa) e che non vennero mai realizzati.

Il film doveva essere diretto da Tim Burton e che la sceneggiatura era basata sullo script di Kevin Smith intitolata The Death of Superman. Burton lavorò al progetto per oltre un anno, interamente spesato (non è una novità: recentemente lo ha fatto per Ripley's Believe it or not), e come lui venne anche pagato Nicolas Cage per il ruolo di protagonista (il suo contratto da solo valeva venti milioni di dollari). Kevin Spacey, già all'epoca, fu contattato per il ruolo di Lex Luthor.

La pre-produzione iniziò nel 1997 su supervisione di Rick Heinrichs, e mentre Wesley Strick riscriveva lo script di Smith, vennero realizzati moltissimi disegni concettuali dall'art department e in particolare da Sylvain Despretz, ideando un Superman dal costume nero e lucido: un personaggio che aveva poco o niente in comune con il Superman dei fumetti. Pittsburgh venne scelta come sede delle riprese per Metropolis, mentre nei teatri di posa venne costruita una parte di Krypton. Nicolas Cage stava iniziando le prove di costume quando le riprese vennero rinviate: si continuò così fino a che il progetto non venne ufficialmente sospeso - il budget era passato da 100 milioni a 190 milioni dell'epoca, e trenta erano già stati spesi.

Ancora oggi Burton ricorda l'anno speso a lavorare al film come uno dei peggiori della sua vita, praticamente buttato via. Rimane un teaser poster, che vedete a lato, e i disegni concettuali che potete vedere cliccando qui o sulla foto sottostante.

 

superman lives
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categoria:tim burton
venerdì, 28 marzo 2008

George Clooney si prepara alla paternità, accettando di diventare il padrino della sua migliore amica, la bellissima Nicole Kidman finalmente mamma. Lo ha rivelato la rivista 'Star', spiegando che l'attrice ha scelto di far battezzare il nascituro in una Chiesa cattolica. Niente riti strani dunque per il bebè dell'ex moglie del capo di Scientology, Tom Cruise, la tradizione verrà rispettata e il bambino avrà la fortuna di poter contare su un angelo custode molto speciale, che è diventato il più caro amico della Kidman nel lontano 1997 durante le riprese del film 'The Peacemaker'. Clooney lo scorso gennaio aveva festeggiato l'annuncio della gravidanza della sua collega, definendola la 'miglior madre' possibile, soprattutto per la sua 'statura', giocando quindi sul doppio senso di tale apprezzamento. Il bebè in arrivo è il primogenito della coppia Kidman-Keith Urban, il popolare musicista country, ma potrà contare su due fratellini, i figli adottati dall'attrice australiana e da Tom Cruise.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 22:31 | Link | commenti
categoria:nicole kidman
domenica, 23 marzo 2008

Martedì 11 Marzo, al Politeama, Sala Verde, spettacolo delle 20.30, ho visto con mia madre il film d'animazione francese "Persepolis", opera prima dietro la macchina da presa della scrittrice ed illustratrice iraniana Marjane Satrapi (assistita dall'esordiente francese Vincent Paronnaud), trasposizione cinematografica in animazione (qualcuno voleva trasporlo con attori ed attrici in carne ed ossa) delle quattro omonime graphic novels autobiografiche redatte dalla Satrapi tra il 2000 ed il 2003, considerate i primi fumetti iraniani. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al 60° Festival del Cinema di Cannes nella sezione "In Concorso" vincendo, ex aequo con "Stellet Licht", il Premio della Giuria. Ha ottenuto una nomination agli Oscar come miglior film d'animazione, ai Golden Globes come miglior film straniero, agli EFA come miglior film europeo, agli Spirit come miglior film straniero e ai Satellite come miglior film d'animazione o tecnica mista. Ma ha anche ottenuto agli NBR il riconoscimento speciale per film che riflettono la libertà di espressione, i César per la migliore opera prima ed il miglior adattamento (ottenendo nominations anche per il film, la colonna sonora, il suono ed il montaggio), il LAFCA ed il NYFF per il miglior film d'animazione.

Non ho letto la graphic novel dalla quale è stato tratto il film, ma i motivi per cui mi è piaciuto mi hanno spinta a farlo presto: ho infatti ordinato il volume completo nella libreria della mia città!

Azzeccatissima secondo me la scelta di trasporre il film in animazione e quindi mantenere fedeli i disegni realizzati dalla Satrapi su carta: sarebbe stato un peccato non averli, ma soprattutto la storia ed il suo tratto ironico si sarebbero persi e non avrebbero probabilmente avuto un senso e quell'incisività. E l'impostazione della storia e dello spirito sarebbe stata tutt'altra con attori in carne ed ossa.

"Persepolis" è un film-gioiello ottenuto con la massima semplicità. Semplice è infatti l'animazione ed estramemente semplici sono anche i bei disegni, stilizzati ma immediati. Si riesce a familiarizzare subito con essi e risultano estremamente affascinanti. A parte qualche brevissima scena, poi, il film è tutto in bianco e nero.

La storia che si trova alla base del film è oggettivamente dura e triste, anche perché si affrontano tematiche come la guerra, la condizione della donna in Iran, l'emarginazione, la solutidine, gli affetti familiari (si impara di più sull'Iran in quest'ora e mezza che al telegiornale o su un libro di storia), ma agli spettatori è raccontata con molto umorismo ed ironia che, assieme all'animazione, fanno questo film unico e speciale. Un'ironia mai forzata ma che riesce ad intersecarsi a pennello per via delle vicende più o meno comiche che comunque la giovane Marjane vive. A rendere riuscito questo film c'è sicuramente e per forza di cose una solidissima sceneggiatura che annovera dialoghi intellegenti e di qualità e che riesce a dar vita a scene indimenticabili e di grande impatto, vedi l'urlo della protagonista che si trasfigura in quello di Munch, la scena da musical, il giacchetto sopra alla tunica "Punk is not ded", la lezione pratica di arte. Buonissimo anche il montaggio.

Un film difficile da dimenticare: originale, intelligente, elegante, divertente, intenso, avvincente, brillante, profondo e di certo anche commovente. Dubito che si possa dimenticarlo dopo averlo visto e dubito che si riesca a trovargli dei difetti. Un film folgorante e sorprendente, assolutamente da consigliare.

di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

2007, 95', Francia, animazione-drammatico

Trama:

Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià. Con l'instaurazione della Repubblica Islamica inizia il periodo dei "pasdaran" che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini. Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria. La guerra contro l'Iraq provoca bombardamenti, privazioni e la sparizione di parenti. La repressione interna diventa ogni giorno più dura e i genitori di Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla. A Vienna, Marjane vive a 14 anni la sua seconda "rivoluzione": l'adolescenza, la libertà, l'amore ma anche l'esilio, la solitudine, la diversità.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 22:47 | Link | commenti (1)
categoria:films visti