chi sono
Utente: 0Andromaca0
Nome: Elisa
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
mercoledì, 29 aprile 2009

Sabato 25 aprile scopro nelle pagine di "Piaceri forti", il blog di Piera Detassis (direttore della rivista mensile Ciak), che martedì 28 e mercoledì 29 aprile si sarebbe tenuto nel paese di Montepulciano (SI) il casting pubblico per "The Twilight Saga - New Moon", il film tratto dall'omonimo romanzo di Stephenie Meyer e diretto da Chris Weitz, il regista di "About a Boy - Un ragazzo" e "La bussola d'oro" (il primo capitolo della saga, "Twilight", è stato invece diretto da Catherine Hardwicke). Non sono una "twilighter" - c'est-à-dire una fan, un'appassionata ad altissimi livelli, una "fissata", che fa dei romanzi della Meyer la propria Bibbia, che ama alla follia la prima pellicola ed in particolare i suoi attori, che è iscritta a forum e segue costantemente blog - ma ho apprezzato i primi due volumi (soprattutto il primo) - gli unici che finora ho letto - per la semplicità della scrittura, per il suo riuscire a farti entrare interamente all'interno della storia, facendoti dimenticare il mondo esterno. Ho apprezzato anche l'idea, i personaggi e perché no anche la "nuova corrente" sui vampiri che ne è uscita fuori. I vampiri sono infatti in continua evoluzione ed in ottimo stato dopo così tanti anni...

Ma torniamo alla notizia del casting. Quei due giorni si rivolgono a bambini e donne (dai 5 agli 80 anni), mentre ho poi scoperto attraverso il sito del comune che agli uomini sarebbero state dedicate le giornate di martedì 6 e mercoledì 7 maggio. Ah, ovviamente il casting è per prestarsi come comparsa. Insomma, amando questo mondo, venendo a conoscenza per la prima volta di un casting pubblico, trattandosi di un film statunitense ed internazionale di cui conoscevo bene il libro (ed il primo film) ed essendo Montepulciano relativamente vicina e comunque raggiungibile, dopo qualche titubanza decido di prendere e andare.

Una mia amica, Annalisa, mi fa la grandissima cortesia di accompagnarmi, ed ho quasi apprezzato la sua gentilezza più per la levataccia (treno alle 06.00) che per la "pazzia" in cui la stavo coinvolgendo (e alla fine sono pure riuscita a convincerla a farsi provinare). Ah, dimenticavo: non è richiesto nessun requisito. Solo fotocopia del documento della carta d'identità, del codice fiscale e - per chi ce l'ha - del foglio dell'iscrizione al collocamento dello spettacolo. Insomma, martedì 28 si parte e, dopo aver viaggiato su due treni diversi ed aver preso fortunosamente l'autobus - e comunque ci vuole più per l'ultima parte del viaggio che per altro! Montepulciano è arrocato, e per arrivarci bisogna oltrepassare città, paesi, campagne e tante curve - arriviamo alla meta. Ma prima ancora di arrivare alla Fortezza - punto più alto del paese e sede del casting - c'è da intraprendere il viaggio più faticoso: scalini alti quasi quanto noi, salite, salite e salite! Insomma, siamo arrivate col fiatone!

Nonostante le mie più brutte previsioni, la folla non era tanta. Non era però in fila e per questo  mi chiedo: ma ancora non hanno iniziato? Come funziona? Mi rivolgo quindi ad una ragazza che mi rivela che occorre prendere il numero. Preso leggo S72. Ok, non è tremendo. Io ed Annalisa ci mettiamo allora in un angolo ad aspettare ed iniziamo a scambiare quattro chiacchiere con un gruppo di ragazze. Scopriamo che sono di Perugia, ed anzi, dopo che sveliamo loro la nostra provenienza ci fanno presente che sono di Trevi! Ma soprattutto ci fanno scoprire che i nostri numeri non sono S71 e S72 ma 571 e 572! Oddio! Panico! E qui quando affittiamo? Nemmeno nel più tardo pomeriggio ce l'avremmo mai fatta! Ma anche stavolta - e più che mai fortunatamente - mi sbagliavo. L'organizzazione si è infatti rivelata ottima, venivano chiamati gruppi da 10 ed i provini erano pure molto veloci. In un'ora e mezza avevano già visionato sulle 200 persone!

D'improvviso, chiamano più volte i blocchi dei numeri 300 e 400 senza ottenere risposta. E si passa quindi improvvisamente ai 500! Al mio turno mancava ormai poco! Scoccata l'ora X entro col numero e le fotocopie in mano all'interno della Fortezza e mi metto ad aspettare col mio gruppo per entrare nella stanza del provino (chiamatelo poi provino! Ma lo scoprirete tra poco...). Entrata. Mi fanno compilare un foglio con nome, cognome, residenza, taglia, altezza e numeri di telefono. Sulle fotocopie che portavo con me mi fanno scrivere nome, cognome, CAP e numeri di telefono. Poi mi fanno mettere in fila per la foto. Mi tolgo quindi gli occhiali (sono convinta che senza occhiali venga meglio. Ma non mi sembra di essere così fotogenica, quindi ho fatto del mio meglio per risultare accettabile. Addirittura capelli ed un leggero trucco). Mi fanno firmare un foglio per il trattamento dei dati personali, poi me ne danno un altro con scritto un numero (280) ed il mio nome e cognome. Con quello dovevo andare a farmi la foto. Oddio, mi sentivo una carcerata, sembrava una foto da segnaletica! Faccio comunque del mio meglio, addirittura accenno un sorriso (e chi mi conosce sa quanto sforzo mi richiede)... Zac! Foto fatta, e per fortuna non da vicino, e addirittura con una macchina fotografica digitale. Riprendo le mie cose ed esco.

Insomma, alle 11.20 circa ero già fuori contro ogni possibile previsione. Lo dico e lo ripeto, pensavo peggio. Anche perché la gente era comunque molta! Era quindi la produzione a lavorare molto bene. Ad essere organizzata e precisa. In più sono rimasta sorpresa dalla tranquillità, dall'educazione e dalla calma di tutte le provinanti. Non pensavo, sarà che sono ormai un'esperta di red carpet ma di sicuro non di "provini" essendo il primo a cui partecipavo (almeno per il cinema).

L'esperienza è stata sicuramente interessante ed istruttiva per me appassionata di cinema, le speranze di prendere parte alle riprese di "The Twilight Saga - New Moon" direi che sono praticamente nulle. Già, di comparse ne occorrono 500, ma a fine giornata le provinanti sono state quasi 1100! E mancano oggi e le giornate dedicate agli uomini. In più c'è da tener conto che ad una festa patronale (la scena che dovrà essere girata) la partecipazione è più di anziani e famiglie che di adolescenti e giovani, quindi il campo va ancora di più restringendosi (quindi, bambini ed anziani... Vi prendono tutti!)! E poi quali sono a questo punto i criteri di selezione? Bellezza? Fotogenia?

Un commento su Montepulciano: non me ne vogliano gli abitanti e la Toscana, ma che cos'ha di così eccezionale? Non perché sono umbra, ma trovo i paesini umbri che tanto gli somigliano migliori: per logistica, ricchezza nei beni culturali. Per un pò tutto. E se tanto non gireranno a Volterra, che senso ha venire in Italia e a Montepulciano? Risparmiavano a ricostruirsi Volterra negli studi statunitensi! No? ;-)

postato da: 0Andromaca0 alle ore 12:55 | Link | commenti (3)
categoria:le mie esperienze
domenica, 13 luglio 2008

Qualche settimana fa avevo deciso di tornare a Roma, precisamente ieri, sabato 12 luglio, amando girare per la città e per i suoi negozi. Praticamente due giorni prima della mia partenza, ho letto la notizia che parlava della mostra allestita a Ponte Milvio sul film "Il Cavaliere Oscuro". Oddio, non potevo assolutamente perderla ho subito pensato, ed i motivi sono ormai arcinoti. Quelli in più: curiosamente è allestita solo dal 10 al 17 luglio, per una sola settimana, non trovo così casuale una coincidenza del genere, e gli oggetti da vedere sono assolutamente straordinari ed imperdibili per chi come me freme da così tanto per la visione del film (non a caso qualche giorno fa mi sono pure rivista "Batman Begins").

La mostra è allestita all'interno di un padiglione creato apposta per l'evento: padiglione nero che ha alla sinistra dell'ingresso il banner ufficiale con il Joker, e alla sua destra il banner ufficiale con Batman. In alto, al centro, il simbolo dell'Uomo Pipistrello.

Gli oggetti in mostra, in ordine, sono: la tuta di Batman, il vestito ufficiale del Joker, il vestito della prima rapina del Joker, con tanto di maschera, due costumi di Bruce Wayne, uno di Armani ed uno di Belstaff, e la Batpod, la moto di Batman. Gli oggetti sono tutti originali, ed in particolare i costumi sono stati realmente indossati dagli attori sul set. Per questo potete immaginare la mia emozione ed il mio stato, soprattutto nel trovarmi di fronte agli abiti del Joker. Emozione che riesce veramente a capire solo chi ha stimato e stima tuttora realmente Heath Ledger, l'Heath che ci manca, continuando ancora a non dare un senso alla sua troppo prematura scomparsa.

Ho osservato tutto scrupolosamente, ho addirittura fatto due giri prima di uscire, ho fatto anche delle foto, ma purtroppo non sono un granché per via dei vetri. Peccato, ma fortunatamente tutto rimane nella testa e negli occhi.

All'interno del padiglione ci sono anche due piccoli schermi che proiettano a ripetizione il trailer del film, ed i poster di Batman, Joker e Harvey Dent. Appena entrati viene data una cartolina con i tre personaggi. La spilla è solo per i bambini, inutile chiederla. Io l'ho fatto due volte, almeno alla fine ho ottenuto il portachiavi del film...

Per chi fosse interessato, la mostra è aperta dalle 17.30-18.00 alle 01.00.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 17:45 | Link | commenti (11)
categoria:le mie esperienze
venerdì, 26 ottobre 2007
Eccomi puntualmente qui a scrivere il resoconto delle mie giornate festivaliere vissute alla seconda edizione di ‘Cinema. Festa Internazionale di Roma’.
Cinque giornate intense, divertenti, emozionanti, bellissime! Sia per i film visti (8) che per gli “incontri ravvicinati” (14 autografi, sicuramente non tutti di grande valore, ma quelli che lo hanno valgono per quattro!).
Sono stata al festival venerdì 19, sabato 20, domenica 21, martedì 23 e mercoledì 24 ottobre.
Essendo iscritta al Circolo Cinematografico Ordet della mia città, ho avuto la grande opportunità di usufruire dell’accredito che mi ha dato la possibilità di assistere anche alle proiezioni per la stampa e alle conferenze stampa. L’accredito, però, aveva anche i suoi grossi difetti e spero che in futuro ci lavoreranno su: non dava l’accesso sicuro in sala e bisognava farsi emettere i biglietti il giorno prima per le proiezioni a cui si era interessati. E succedeva sempre che quelli per le premières e gli incontri (su tutti, Terrence Malick L) terminavano in pochi minuti, visto il numero di accrediti più alto rispetto agli effettivi posti nelle sale.
Per questo motivo, venerdì 19 non sono riuscita a vedere nemmeno un film, non potendo partire il giorno prima. Ho così assistito al red carpet del film “Elizabeth: the Golden Age” ed ho quindi visto Cate Blanchett e Geoffrey Rush da cui sono però rimasta abbastanza delusa perché dove ero posizionata non si sono nemmeno avvicinati. Ed in generale non è che si sono così concessi agli autografi!
Ah, sicuramente ho da ammettere e premettere che amo entrambi i lati del cinema e dei festivals: quello più artistico, quello proprio dei films, e quello glamour. Oltre ad andare in sala e vedere per la prima volta i film, emozionarmi, arrabbiarmi, deludermi o applaudire, amo anche vedere ed incontrare le cosiddette stars, appostarmi in prossimità del red carpet per avere autografi da nomi più o meno famosi (ma soprattutto dagli artisti americani, difficile com’è vederli dal vivo e per l’ammirazione che provo per alcuni di loro), foto, o semplicemente saluti e strette di mano. Amo soprattutto attendere artisti che sono riusciti a darmi qualcosa, anche se è rarissimo trovarli e vederli. Quindi, ad un certo punto, ci si accontenta. ;-)
Sabato 20 ho visto finalmente tre film: “Buddha Collapsed Out of Shame”, “Have Dreams, Will Travel” della sezione “Alice nella città” e “Hafez” nella sezione “Cinema 2007 – Concorso”. Il primo è stato il colpo di fulmine dei film che ho avuto l’opportunità di vedere. Un film che mi è piaciuto tantissimo e che spero prima o poi verrà distribuito in Italia perché è un vero e proprio gioiello. Il film che mi è piaciuto più di tutti assieme all’ultimo che ho visto…
Il film in concorso, invece, non mi è piaciuto. In più, dopo la metà, ci si capiva più poco o niente e posso capire la gente che si alzava e se ne andava.
Ah, nell’attesa dell’inizio del secondo film ho avuto il mio primo autografo, quello di Colin Firth, che si è concesso ai fans che lo hanno trovato all’uscita del bagno! :P
La sera hanno sfilato sul red carpet Francis Ford Coppola, Sofia Coppola, Tim Roth, Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara. Alcuni hanno sfilato per modo di dire, vedi Bruno Ganz che se ne è andato dritto senza fermarsi. I due Coppola hanno firmato pochissimi autografi, quelli necessari per i flash, Tim Roth qualcuno in più ma era visibilmente un po’ scocciato, mentre l’attrice rumena si è gentilmente concessa al pubblico.
Domenica 21 ottobre ho visto due film: “Le pere di Adamo” della sezione “Extra – Altre visioni” e “Caotica Ana” della sezione “Cinema 2007 – Concorso”. In più ho assistito alla mia prima conferenza stampa, quella del film “Rendition”.
Poco dopo le 18, finito il film spagnolo, sono andata ad appostarmi in prossimità del red carpet. Ed è stata finalmente la mia buona serata! A pensare, viste quelle precedenti, che volevo tornarmene prima a casa! Ho avuto quattro autografi: quello di Massimo Ghini, Nicoletta Romanoff ma, soprattutto… Jake Gyllenhaal e Reese Witherspoon!!!! Non potevo proprio crederci, soprattutto perché erano lì, davanti a me, a pochissimi centimetri! Due attori come loro! E sono stati carinissimi! Reese Whiterspoon è una ragazza veramente molto carina, di più rispetto a come la si vede sul grande schermo. Jake Gyllenhaal devo ammettere invece che perde un po’ della sua bellezza, ma è stato molto gentile, carino e disponibile, il che è la cosa migliore! Ci ha fatto molto ridere quando dei ragazzi che scrivono per una rivista di Roma di cinema gli hanno chiesto di dire “Ciao, Superga”. All’inizio non capiva, poi l’ha detto, ma con un’espressione che sembrava dire: “Ma che mi hanno fatto dire? Sto bestemmiando? Dicendo parolacce?”. :D
Martedì 23 ottobre ho visto due film: “Giorni e nuvole” della sezione “Première” e “Clint Eastwood, a Life in Film” della sezione “Extra – Altre visioni”. Sorprendente il primo, molto interessante il secondo visto che Eastwood parlava di sé stesso e di alcuni suoi film! (Ah, alla visione del primo ho avuto il mio sesto autografo, quello del regista Silvio Soldini!)
Poi, conoscendo ormai “l’andazzo” del red carpet, ed essendoci quella sera due nomi come Tom Cruise e Robert Redford, appena finito il film sono subito andata lì e mi sono presa il posto in prima fila. E per fortuna che ci sono andata subito perché Tom Cruise è arrivato… Un’ora e quaranta prima dell’inizio del film! E per quale motivo?! Per firmare autografi, fare foto, stringere mani e parlare con tutto il pubblico che era lì per lui, nessuno escluso.
Beh, sapete bene che non mi è mai stato simpaticissimo, soprattutto per un motivo… Ma di fronte ad un comportamento così non posso che ricredermi e rivalutarlo… Mi è salito tantissimo!!!! Non me lo aspettavo proprio un comportamento così da lui, una tale disponibilità e riconoscenza. Ho avuto tutto da lui, autografo, foto, stretta di mano, scambio di parole, pure in italiano da parte sua. Ora non so se l’ha fatto perché è un esibizionista (come se non lo si sapesse! :P), perché ha bisogno di rialzare la sua immagine o come dice qualcuno, per riconoscenza vista l’accoglienza che ha avuto quando si sposò vicino Roma, ma è stato gentilissimo ed è inimmaginabile il numero di firme che ha fatto e la disponibilità che ha avuto con tutti. Qualcuno che riconosce l’importanza del pubblico, finalmente! Può sembrare anche un “circo” per questa sua “performance”, le battute si sono sprecate, del tipo “Gli servono nuove foto da mettere in casa con i fans”, ma in tal senso questa “classe” l’ha dimostrata solo… Nicole, per l’appunto! Per quanto è stato generoso io ed altri abbiamo pensato che se gli chiedevamo un bonifico bancario ce lo avrebbe fatto! :D In due parole… Un grande!!
Robert Redford è stato strano e antipatico, è uscito solo per le foto dagli interni e non ha fatto la passerella.
Mercoledì 24 ottobre ho visto un film e due conferenze stampa. Il film è stato un FILM. Un SIGNOR FILM. Uscito dalla testa, dagli occhi e dall’operato di un attore innominabile per me. Ho avuto modo di vedere l’anteprima per la stampa del film della sezione “Première” “Into the Wild” di Se……… Diciamolo in questa occasione, se lo merita, Sean Penn.
Un film che ho trovato bellissimo, emozionante, commovente, diretto benissimo. Grande fotografia, ottime interpretazioni, bellissima colonna sonora. Ma soprattutto tante emozioni. In diverse scene ho dovuto non vedere per non piangere viste le molte persone presenti in sala. Ma è un film che si vive e si sente. E che non vedo l’ora esca nelle nostre sale per rivederlo e riviverlo, anche se temo il doppiaggio, di quanto possa perdere da questo punto di vista. E voglio il dvd!!!!!!!!! L
Finito il film sono corsa a vedermi la conferenza stampa. E ammetto, sì, lo ammetto, di aver accolto il signor Penn con un sonorissimo applauso. Per un giorno in tutta la mia vita ho fatto la buona con lui. Ma dovevo essere giusta, se l’è meritato tutto. Poi vivevo il momento ancora “a caldo”, quindi ero proprio trascinata a farlo! Poi si è comportato bene in conferenza, stranamente ha risposto in maniera molto garbata a tutte le domande. Anche se alla fine il vero Sean è uscito fuori… Finita la conferenza non ha firmato nemmeno un autografo ai giornalisti!
Finita questa ne ho vista un’altra. Quella del film “La terza madre”. Non ho visto il film di Argento, ma volevo vedere lui ed Asia in carne ed ossa! Non mi entusiasmano i film di Dario, lo sapete… Però lui e la figlia sono proprio simpaticissimi, divertenti, alla mano!
Finita la conferenza sono andata per il mio ultimo appostamento. Quello per S. P. ed Emile Hirsch. Nel pomeriggio Kabir Bedi viene a vedere un film indiano e si concede per gli autografi. :P Ma l’italiano quando si metterà in testa di impararlo?
Prima dei due arriva Alessandra Martinez, carina e gentile. E nel frattempo si fanno le più disparate battute su S. P. Evitare le sue foto, ad esempio… Se poi non gli piacciono c’è il rischio che ci prendiamo un ceffone! :P Non far cadere niente sul red carpet… Per lo stesso motivo! E, perché non attrezzarsi di una buona bottiglia di vino? Così sarebbe immediatamente corso da noi! :D
Poi, finalmente, arriva Emile Hirsch. Ma solo! Dove era finito S. P.? Devo ammettere che per me non era un grosso problema, tutt’altro, soprattutto per un motivo. Che porta lo stesso nome di EMILE HIRSCH!! No, dopo la mazzata Heath Ledger ora ci voleva pure lui!!!! Emile!!!!!!!!!!!!! No, ora anche lui! E’ troppo carino quel ragazzo, troppo. E’ bassetto nonostante abbia un anno più di me… Ma è tanto carino, tenero, dolce! Non è Heath Ledger, no. E’ il suo contrario. Ma vedendolo dal vero è difficile non perdersi per lui! E’ la dolcezza fatta in persona! Poi si è avvicinato, ce l’avevo davanti a me, mi ha fatto l’autografo sulla locandina del film! E sono rimasta pietrificata! Per fare una E ed una H ci ha messo pure diversi minuti ma io mi ero proprio persa a fissarlo! In conferenza, da lontano, non mi era sembrato bellissimo, l’ho preferito “con la barbetta” nel film, in maniera più naturale. Ma l’ho poi visto bene da vicino. E assicuro che vale! :-S
I minuti che ci ha messo per fare quelle due lettere li ho sfruttati al massimo per fissarlo, anche perché non riuscivo a fare altro! E’ stupendo il ragazzo! …Emile..!!!!
Con 10 minuti di ritardo arriva S. P. E arriva il personaggio. Scende dalla macchina con la sigaretta in mano e, mentre firma qualche autografo, pochissimi, la tiene in bocca. Aveva il viso tutto rosso e camminava barcollando! Era chiaro che avesse bevuto! Ma nonostante questo ed i miei precedenti :P riusciva a risultare simpatico! Ma già me lo rivedo in foto, la sua espressione, e mi torna odioso! Sarà che ero veramente piena della bellezza del film!
Dopo poco fila dritto senza lasciare nemmeno interviste.
Tanti se ne vanno, io ed altri rimaniamo perché sappiamo chi sarebbe venuto dopo poco… Ang Lee!! Ed è stato veramente disponibilissimo e carino!
La serata ed il mio soggiorno a Roma non poteva che concludersi bene con lui ed il suo autografo! ;-)
Soddisfattissima e contentissima di questi cinque giorni! Moltissimo!!
postato da: 0Andromaca0 alle ore 23:22 | Link | commenti (2)
categoria:le mie esperienze
sabato, 08 settembre 2007
Poco prima della metà del mese di giugno, vista la data certa del Tim Burton Day e gli alberghi già completamente pieni del Lido, prenotai la mia camera all’isola della Giudecca per le notti del 4 e 5 settembre: non volevo perdermi nemmeno un minuto di quel giorno dato che dissero ci sarebbero stati eventi e proiezioni a sorpresa nel corso di tutta la giornata. La premiazione, aihmé, era solo ad invito.
Pochi giorni prima che partissi, invece, si è saputo tutt’altro: i famosi eventi e proiezioni a sorpresa si sarebbero svolti all’interno della Sala Grande nel corso della premiazione. E non era tutto ad inviti, ma sarebbero stati messi in vendita dei biglietti. Il problema di questi biglietti è che in una sala da 1100 posti sarebbero stati ben pochi quelli messi a disposizione del pubblico. In più, la richiesta era già tantissima (so di persone che venivano addirittura dalla Svezia!) e quindi nel giro di massimo mezzora dall’apertura delle biglietterie sarebbero terminati.
Ora: se lo avessi saputo prima sarei ovviamente partita ancora un giorno prima per accaparrarmi il biglietto, visto che più di tutto mi interessava quello che si svolgeva all’interno della Sala Grande. Questo anche perché il primo treno che parte dalla mia città è alle 05.58. E anche prendendo l’Eurostar sarei comunque arrivata al Lido dopo mezzogiorno: troppo tardi!
Ovviamente non sono riuscita ad averlo: ho poi saputo che i biglietti totali messi in vendita, in una sala da 1100 posti, erano solo 100. E sul programma sapete cosa c’era scritto?! “Pubblico”! Ma quale pubblico? E per giunta, sapete a quali elementi appartenevano gli inviti? A gente come Pamela Prati, sicuramente molto interessata e appassionata di Tim Burton, che come minimo si sarà andata a cercare il giorno prima in internet la sua filmografia! E per giunta la sala non era nemmeno piena!! Potete immaginare la delusione di me e tante persone: i veri fans ed estimatori erano tutti fuori da quella sala. Ma al 5 ci tornerò dopo…
Praticamente non sono riuscita a vedere nemmeno un film. Tutti i biglietti dei films più interessanti erano terminati, e se ce n’era qualcuno per i titoli meno conosciuti li ho lasciati andare visto che almeno non volevo perdermi le passerelle.
Ovviamente mi sono fatta dei bei giri per il Movie Village, il palazzo del cinema, la via della passerella e quella dell’Excelsior. Poi sono andata a farmi una passeggiata per la spiaggia ed in corrispondenza dell’Excelsior mi sono beccata il cast de “Le ragioni dell’aragosta” che si andava a fare le foto lungomare. Così mi sono beccata gli autografi di Cinzia Leone e Stefano Masciarelli. :P L’ho chiesto anche alla Guzzanti, ma visto che si stava facendo le foto mi ha detto che non era il momento. Poi, seduto su una sedia, ho visto Pasquale Squitieri, e anche lì foto e autografo. :P
Tre ore prima dell’orario ufficiale mi sono avvicinata alla passerella e c’era già gente in attesa del cast di “I’m not Here”: così, anch’io, mi sono sistemata lì, trovando posto in prima fila davanti all’ingresso della sala (e mi sono vista pure la passerella di un film cinese :-S). Il cast è arrivato ben 20 minuti prima. Speravo molto di vedere Christian Bale, Heath Ledger e Cate Blanchett, ma del cast c’erano Richard Gere, Heath Ledger e Charlotte Gainsbourg.
Richard Gere è stato il più simpatico e disponibile di tutti ed ha girato dappertutto per stringere mani (di autografi ne ha fatti pochi dando la precedenza al giro per tutti) e salutare.
Charlotte Gainsbourg nulla, forse perché l’avranno conosciuta in 10 e nessuno la cercava. :D
Ho tenuto volontariamente per ultimo Heath Ledger. Io veramente, non so come non mi sia preso qualcosa quando l’ho visto. Sono rimasta scioccata, senza parole (che magari mi sono venute dopo). Ho sempre sostenuto che Heath Ledger è un bellissimo ragazzo... Ma vedendolo dal vero posso dire che i film non gli rendono per niente giustizia! Sarà il trucco, non so che sarà, ma in confronto allo schermo Heath è infinitamente più bello dal vero, sembra quasi tutta un’altra cosa!! E’ di una bellezza sconvolgente, sorprendente, disumana, scioccante, disarmante. Una così non l’ho mai vista!! Credetemi, la visione di Heath mi ha veramente segnata, sono rimasta veramente segnata dall’esperienza della sua visione, non so quando tornerò a ragionare! Mi ha sconvolta più di Johnny Depp!!!! Il bello di questo ragazzo è anche che è timido, cerca di nascondersi e l’ho visto diverse volte mangiarsi le unghie!
Ovviamente l’abbiamo chiamato per farlo venire a farci un autografo e a fargli noi qualche foto decente, ma qui si è manifestato uno dei primi “andazzi” che mi hanno fatto, di nuovo, arrabbiare. Gli attori andavano solamente dalla parte che gli addetti al festival decidevano, ed anche se volevano farne di più li portavano via. Come se non bastasse, l’ormai noto Franco mandava gli attori sempre alla mia sinistra, dal gruppo di persone che conosceva, e dove stavo io non li faceva andare. La stessa cosa si è ripetuta il giorno dopo. Ciò che più mi fa arrabbiare è che se quegli attori sono qualcuno è solo grazie a noi, al pubblico, e non è rispettoso nei nostri confronti.
Comunque il chiamare “Heath” è diventato comico. Mia madre che era dietro e non lo conosceva aveva capito Pitt, pensava quindi che c’era di nuovo lui, e gridava Pitt!! Un’altra signora, vedendo che il dire Heath non dava i suoi frutti (mica è facile, comunque!), ha iniziato ad urlare “Bip”! E’ stato proprio divertente!
La sera stessa, mentre andavo a cercare un posto per cenare, ho incontrato Luigi Lo Cascio con cui ho scambiato qualche parola e mi sono fatta fare un autografo.
Pochi minuti dopo ho visto che stavano intervistando il mito del mio migliore amico (che mito, direi, un po’ meglio no?): Tinto Brass. Ho così aspettato che finisse per chiedergli l’autografo per lui. Così ho fatto, e sapete cosa mi ha risposto? “No, ho le mani occupate”. Antipatico!
La serata si è conclusa con una 70enne incontrata ad un supermercato che era rimasta folgorata dalla visione di Richard Gere: è riuscito anche a risvegliare donne di quell’età!!
Arriva il 5 settembre, ed arriva la giornata di Tim Burton e Johnny Depp: sì, perché qualche giorno prima era stato annunciato che proprio Depp sarebbe arrivato a Venezia per consegnare al regista il Leone d’oro alla carriera. Due in uno, due piccioni con una fava, quindi!
Arrivo davanti alla passerella alle 10.30 del mattino e mi trovo davanti agli occhi di tutto: gente attrezzata con sgabelli, ombrelli, cappelli, coperte, pranzo e cena che si era accampata lì dalle 6 del mattino, gente travestita (chi con i cappelli di Willy Wonka, chi da Sally del film “Nightmare Before Christmas”, chi con il look di Johnny Depp, chi da Jack Sparrow… Di tutto!), gente con libri, foto e cartoline e ancora gente con disegni e cartelloni bellissimi di tutti i tipi, pur di attirare l’attenzione di Tim Burton e (soprattutto) di Johnny Depp.
Già con tutta quella gente cosa potevo fare? Accamparmi lì, in seconda fila, in corrispondenza dell’entrata alla Sala Grande e aspettare per ben 8 ore l’arrivo di Tim e Johnny. Sono sicuramente passate velocemente tra una chiacchiera e l’altra, tra la lettura ed un bel gelato, tra le foto scattate dai tanti fotografi e l’ascolto delle interviste (per tutti questi non eravamo che un’attrazione), ma di certo, dopo un po’, si facevano sentire e devo dire che il momento si è goduto poco. Ma non c’era altro modo che quello per vederli.
Appena arrivati Tim, Johnny ed Helena, non sono riuscita a vederli per 10 minuti abbondanti: si era capito dalle grida, e la gente mi spingeva e mi copriva la visuale da tutte le parti. Un caos di quel genere non si era mai visto nei giorni scorsi al festival, ed è stato calcolato che ci fossero 2000 persone. Ma sono convinta che se non ci fosse stato Johnny Depp sarebbero state molte meno.
Johnny è stato molto gentile con gli autografi: ma si è nuovamente ripetuto il problema della sera precedente. Dalla parte sinistra ha fatto gli autografi a tutti, ma dopo 10 minuti l’hanno chiamato per fare le foto ed interviste di rito ed entrare nella Sala Grande. Tim non ha fatto tantissimi autografi, ma fu così anche quando venne per “La sposa cadavere”, non è il tipo che si diletta molto a fare gli autografi. Helena ne ha fatto qualcuno, ma ha lasciato la scena a Johnny Depp e al suo compagno.
Entrati, potete immaginare la delusione, ma il famoso Franco è venuto dalla mia parte ed ha promesso che un quarto d’ora dopo Johnny Depp sarebbe riuscito per firmare gli autografi dalla nostra parte. Così abbiamo aspettato fino alle 20, l’ora in cui è uscito Tim Burton con il meritatissimo Leone d’oro per farlo vedere al pubblico e fare le foto negli esterni della sala.
Ma Johnny Depp non si è visto: alla faccia della promessa!
postato da: 0Andromaca0 alle ore 17:14 | Link | commenti (2)
categoria:le mie esperienze
domenica, 15 ottobre 2006

Data la mia grandissima passione per il cinema, finalmente lo scorso anno ho avuto modo di partecipare attivamente per la prima volta per due giorni assieme ad alcune mie care amiche, al Festival del cinema di Venezia: si trattò di un'esperienza assolutamente indimenticabile che ancora porto viva ed accesa nel mio cuore; un'esperienza bellissima, piena ed insostituibile che sicuramente ed in ogni modo non potrò mai dimenticare. Perché l'atmosfera di un festival cinematografico è veramente unica ed indescrivibile: anzi, si può dire tanto di un festival dedicato alla settima arte, ma le tante parole non basterebbero a descriverne il clima e la magia che lo pervadono e che possono essere vissuti esclusivamente lì.

Quest'anno, purtroppo, causa carriera universitaria, non sono potuta essere lì (inutile dire quanto mi sia dispiaciuto) ma una bella notizia era già dietro l'angolo: dal 13 al 21 ottobre si sarebbe tenuta per la prima volta nella capitale "Cinema. Festa internazionale di Roma": un nuovo ed innovativo festival del cinema per gli amanti insaziabili come me della settima arte. Ancora non sapevo se sarei riuscita ad andare, ma questa notizia già mi rallegrò: Roma è a sole due ore di treno dalla mia città, è facile da girare grazie agli efficenti mezzi di trasporto e la conosco sicuramente meglio rispetto a Venezia. Me la sarei potuta cavare anche in una sola giornata.

La locandina del Roma Film Fest 2006

Il giorno di inizio man mano si avvicinava e cominciavano così a circolare indiscrezioni, notizie e novità a riguardo della festa fino alla pubblicazione del programma ufficiale attraverso il quale ho avuto modo di scoprire che sarebbe venuta il primo giorno, a fare da madrina e a presentare il suo nuovo film, "Fur", la mia attrice femminile preferita: Nicole Kidman. Quando mai avrei avuto più l'occasione per poterla vedere ed ammirare dal vivo? Credo mai più. Quella era quindi l'occasione da sfruttare e da cogliere al volo, per non dovermene poi pentire.

Comincio così a chiedere in giro tra i miei amici se qualcuno aveva il piacere e la voglia di accompagnarmi per un giorno al festival, ma non trovando consensi mi ero ormai rassegnata all'idea dell'incontro con la divina Nicole. Grazie a mia madre, però, il mio sogno si è avverato: avendo un giorno di ferie proprio per venerdì 13 si è offerta a farmi da accompagnatrice. Il tutto si è deciso addirittura qualche ora prima della mezzanotte e quindi dell'inizio del famoso giorno!

Si parte così con il treno delle 09:53 e si arriva alle 11:45 circa alla stazione di Roma Termini dove andiamo subito a pranzare (rigorosamente al McDonald's ;-)) e ai servizi.

Usciamo, prendiamo l'autobus numero 175 e scendiamo in piazza Barberini per poi subito arrivare in via Veneto, la famosa via de "La dolce vita" che si diceva sarebbe stata riallestita e riabbellita in occasione della festa del cinema. Ma, ahimè, nonostante la manifestazione fosse stata inaugurata il giorno prima, era ancora tutto un pò in allestimento e c'era ben poco da vedere oltre a dei ciak giganti con i nomi di alcuni famosi e riusciti film italiani degli ultimi anni ed un cerchio di sedie con scritti i nomi dei più famosi registi contemporanei (italiani e non).

Passiamo sotto ad una serie di archi ed arriviamo subito dopo a "La casa del cinema" ubicata a Villa Borghese dove era stata allestita una retrospettiva dedicata al grande attore italiano Marcello Mastroianni. Nulla di più deludente: due sole stanze con appesi i posters di alcuni suoi film. E basta. Alla faccia della retrospettiva!

Prendiamo così la "Linea cinema" per arrivare al vero cuore pulsante di "Cinema. Festa internazionale di Roma": l'auditorium della musica.

Appena arrivate andiamo subito all'"Info Point" a ritirare un pò di volantini, riviste e giornali che parlavano della manifestazione e ci dirigiamo, subito dopo, all'interno di una stanza della costruzione dell'auditorium quando ci dicono che occorreva lasciare lo zaino al "deposito bagagli". Torniamo quindi indietro (il "deposito bagagli" era ubicato di fronte all'"info point") ma la ragazza addetta al ritiro e alla consegna dei bagagli ci dice che aveva il compito di ritirare solo le valigie: bisognava lasciare quindi lo zaino all'interno dell'auditorium. Così andiamo di nuovo avanti, cerchiamo il "deposito bagagli" dell'auditorium che però non c'era! Torniamo indietro per l'ennesima volta, chiediamo all'"info point" dove dovevamo lasciare lo zaino e ci indicano lo stesso "deposito bagagli" di prima! Non sapevamo proprio dove lasciarlo! Alla fine spieghiamo la situazione alla ragazza e riusciamo finalmente a depositarlo.

Entriamo nella stanza iniziale dove però scopriamo non esserci niente, se non un ufficio. Così usciamo ed entriamo nella stanza accanto dove c'era la mostra "Nel nome del Padre, della Figlia e degli Spiriti Santi" dove Isabella Rossellini ricorda il padre con una mostra fotografica ed un cortometraggio, a mio parere molto interessante, commovente e ben fatto.

Usciamo, passiamo davanti allo studio di "RaiSat CinemaWorld", alla grande libreria (che abbiamo poi visitato anche se non si è rivelata così fornita) ed infine entriamo realmente nella costruzione dell'auditorium dov'era ubicata anche la biglietteria dove ci informiamo sulla disponibilità dei biglietti per "The Bowler and the Bunnet" con "a seguire: incontro con Sean Connery, Acting Award 2006": tutti già terminati. Avremmo quindi visto sfilare Sir Connery sulla passerella.

Nel frattempo siamo andate a visitare due belle mostre: "I Costumi dell'Imperatore", mostra dei costumi del film "L'ultimo imperatore" di Bernardo Bertolucci a cura di Giulia Mafai, e "Luchino Visconti e il suo tempo", una selezione di materiali che raccontano il rapporto di Visconti con il cinema e le altre espressioni artistiche del suo tempo.

Finito il giro ci avviciniamo così alle transenne ubicate nei pressi del tappeto rosso per aspettare l'arrivo di Sir Sean Connery. Visto che il film sarebbe stato proiettato alle ore 17, il suo arrivo era previsto per almeno mezzora prima, massimo un quarto d'ora, ma così non è stato. L'attore è addirittura arrivato alle 17.15, in gran ritardo, si è girato verso il pubblico solo per dire "it's too late" e se ne è immediatamente andato, senza salutare e firmare qualche autografo. Si è comportato molto male e con superficialità verso il pubblico, senza nemmeno un minimo di rispetto soprattutto per chi era lì da ore e ha fatto lunghi viaggi per lui. Si è rivelato quindi una grande delusione, sia umanamente, sia, perché no, fisicamente: sembra un bell'uomo a vederlo dalla tv, ma dal vero non è per niente affascinante. Più l'aspetto di un contadino che di un gran signore!

Finita l'attesa torniamo a farci un giro, andiamo di nuovo all'"info point" per chiedere notizie della Kidman (il suo arrivo era atteso dalle ore 18 in poi) e andiamo a ritirare il nostro bagaglio. Mia madre voleva partire da Roma con il treno delle 20:14 visto che il giorno dopo doveva fare la mattina, ma sapendo quanto ci tenessi a quella visione e a quell'incontro ha voluto accontentarmi optando per partire alle ore 22:36: siamo così rimaste.

Ci dirigiamo così nuovamente verso il tappeto rosso ma per la première avevano chiuso tutto: potevano entrare solo coloro che avevano l'accredito od il biglietto (cosa che ancora devo capire visto che nel pomeriggio era tutto tranquillamente aperto). Così ci dirigiamo nella parte dove arrivano le macchine, l'unica accessibile "ai comuni mortali": l'avrei almeno vista scendere la macchina se avrebbe fatto come Connery. Ed il timore c'era: se lui si è comportato in questo modo perché non dovrebbe farlo Nicole, essendo una diva ed ora come ora più acclamata e desiderata di lui? E non nego che mi sarebbe veramente dispiaciuto visto che per me... Nicole è Nicole!

Dalle 19:30 iniziano ad arrivare tutti i vip o presunti tali così come le cariche politiche che ho avuto modo di vedere dal vivo: il sindaco di Roma Walter Veltroni, il vicepresidente del consiglio e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, il presidente della regione Lazio, Piera Detassis direttore della rivista "Ciak", Alessia Marcuzzi, Dario Fo e sua moglie, Raoul Bova e sua moglie, Sandra Milo, Margherita Buy e molti altri ancora. Finché, preceduta da tantissime grida, arriva per ultima (e puntuale) lei: la divina, inimitabile ed insuperabile Nicole Kidman.

Nicole indossava un vestito "semplice" di Prada che le arrivava fino alle ginocchia, delle scarpe nere con tanto di tacco ed i bei capelli biondi sciolti; inoltre aveva un trucco molto semplice e leggero.

Nicole Kidman alla Festa Internazione del Cinema di Roma 2006 per presentare il film Fur

E' bianchissima, magrissima (con quale coraggio hanno detto che era incinta? Fa quasi impressione per quanto è magra!) e sembra una bambolina, una Barbie, per quanto fisicamente è perfetta e graziosa.

Ma è veramente quella dea in terra che molti dicono che sia, sembra veramente provenire da un altro pianeta! E come si è comportata?! Da vera signora! Appena scesa dalla macchina è andata subito dal pubblico che tanto la stava aspettando ed acclamando. Si è fermata a salutare tutti, a dare la mano a tutti, a fare autografi a chiunque glielo chiedesse. Non ha deluso nessuno e non ha mollato nessuno, ha veramente voluto instaurare un rapporto umano con il suo pubblico. Veramente umana (molte star di Hollywood non lo sono, neanche fossero chissà chi), gentile, graziosa, modesta e alla mano che di certo non può deludere e non ha potuto creare critiche e divisioni. (Se non ho il suo autografo è solo colpa mia: stavo facendo le foto ed avevo dimenticato completamente tutto l'armamentario per l'autografo! Per come sono fatta io... Beh, Nicole fa proprio effetto! ;-) Ma la mano sono riuscita a dargliela ed era proprio di fronte a me, vicinissima.)

Beh, è stata una giornata stupenda, da festival per intenderci, che di certo terrò viva nel mio cuore come è stato per Venezia. Anche se devo ammettere che l'organizzazione ha lasciato un pò a desiderare... Ma è il primo anno, e di certo si chiude un occhio! Anche perché per il resto tutto è stato impeccabile e posso ben capire quanto non sia stato facile organizzare un evento così grande, da zero, nel nostro paese. Anche se i controlli, ahimè, erano totalmente assenti e non si poteva essere quindi sicuri.

postato da: 0Andromaca0 alle ore 18:29 | Link | commenti
categoria:le mie esperienze